Dati sul turismo siciliano

Come consolidare la propria posizione sul mercato turistico

Quattro anni fa pubblicavamo i dati statistici della stagione estiva 2012 in Sicilia, traendo le seguenti conclusioni:

– accoglienza turistica prevalentemente in mano agli alberghi a Quattro (numero esercizi 26%, posti letto 44%) e Tre Stelle (esercizi 38%, posti letto 36%), per il settore alberghiero, e ai Camping e Villaggi Turistici (esercizi 3% con il 44% di posti letto) per il settore extralberghiero.

– 56% degli esercizi extralberghieri costituito dai B&B, che, comunque, riportavano il 18% dei posti letto totali, mentre crescevano gli Alloggi in affitto (costituenti il 26% degli esercizi e il 20% dei posti letto).

La variazione degli arrivi rispetto al 2011 era corrispondente al +2,6%, quella delle presenze si attestava al +2,12%.
Fra le province più virtuose citavamo Ragusa e Siracusa, anche per via di una serie di iniziative promozionali varate da un decennio a questa parte, frutto di sinergie fra pubblico e privato.

I dati per il 2013 sembravano rilanciare la teoria del trend positivo: +2,3% per gli arrivi, +1,6% per le presenze. Tuttavia, nella media statistica, bisognava tener conto del calo della presenza italiana (-6%) e dell’aumento di quella straniera (+12,5%).
Gli stranieri, dunque, sembrerebbero gradirci un po’ di più degli italiani.

Gli stranieri più presenti in Sicilia nel 2012 sono stati i Francesi (19% del totale) e i Tedeschi (18% del totale). Con punte del 48% di Francesi a Ragusa e del 42% ad Agrigento.
Nel 2013, la regina delle presenze straniere è stata Trapani, registrando un aumento pari al +42%. Anche in questo caso, lo dico adesso per gli anni che verranno, il successo è stato decretato dallo sforzo sinergico tra pubblico (più servizi, più restauri, più chiusure delle piazze centrali al traffico ecc) e privato (miglioramento dell’offerta, dei servizi, dei prezzi ecc).

Cosa ci dicono le analisi dei flussi?

Che dal 1996 sino al 2013 la Sicilia ha registrato un aumento delle presenze turistiche da 10 a 14,4 milioni, equamente divise tra italiane e straniere. Anche in questo caso, le cifre ci dicono che il trend è in continuo aumento, tuttavia, lo scarto le varie province siciliane è notevole: si va da un +11,30 di Siracusa a un -15,74% di Ragusa.
Bene: Siracusa è favorita dall’organizzazione di una serie di eventi ruotanti soprattutto intorno al teatro greco (tragedie, commedie, spettacoli e rappresentazioni in generale). Trapani ha arricchito l’offerta eno-gastronomica (soprattutto nella zona del centro storico) e prepara annualmente eventi sportivi legati alla scia dell’America’s Cup, come le regate internazionali La Fuga Sail Cup e il Trapani Match Race. L’andamento è stato sostenuto da un aumento della capacità ricettiva pari al +1,5% nel 2014: corrisponderebbe a n. 36 B&B e n. 6 alloggi in affitto in più rispetto al 2013.

Ragusa ha avuto un buon trend con le storie legate al personaggio del commissario Montalbano ed è stata meta preferita dei pensionati stranieri (inglesi, tedeschi e francesi principalmente), adesso ci si aspetta un incremento del settore gastronomico e del trattenimento, senza i quali non può assicurare una proficua continuità. Per adesso ha aumentato parecchio la sua capacità ricettiva (+40% nel 2014), con 55 agriturismi e 9 B&B in più rispetto al 2013 (+ di 2.000 nuovi posti letto).

Pensa in grande e conquista il mercato turistico!

Ricordo che, dopo gli anni ’90, l’Italia aveva perso gran parte della quota del mercato turistico mondiale proprio per il declino della qualità dell’offerta turistica e culturale, per non aver saputo differenziare i target di consumo turistico, non aver curato immagine, formazione, tassazione, investimenti nel settore. Eppure il contributo del turismo al PIL italico superava i 100 miliardi di euro e  l’Italia era già la nazione con il  più  alto  numero  di  siti  Unesco  al  mondo  (51): perché bistrattare così un settore talmente florido, dove il peso del turismo culturale supera di gran lunga quello balneare?
Lo Stato sembrerebbe non avere né forze, né risorse da dedicare, di conseguenza, tocca ai privati farsi avanti con iniziative coerenti e aggreganti. Abbiamo visto come l’organizzazione di eventi (mostre, concerti, opere liriche, spettacoli sportivi, piccoli o grandi che siano) riescano ad attrarre buoni flussi turistici. Continuare su questa strada, magari contando su canali di organizzazione, diffusione e di promozione univoci, può dare la svolta decisiva.

Polifemo © vuole imprimere il marchio di qualità sul prodotto siciliano, a partire dall’offerta turistica, perché sia riconoscibile a livello internazionale secondo uno standard alto e facilmente distinguibile da tutti gli altri.
A questo punto, potreste sottolinearmi la mancanza dell’integrazione con le politiche di sviluppo turistico volte ad assicurare collegamenti, trasporti, sicurezza ambientale ecc. Vero, verissimo: ma questa è un’altra storia, importantissima, da trattare in un’altra occasione.

Cerchiamo adesso di fare gruppo intorno al turismo siciliano.

Sappiamo di avere dalla nostra: il prodotto giusto (un’offerta legata all’accoglienza abbastanza diversificata, in aumento e alla ricerca di una sempre maggiore qualità); il posto giusto (la Sicilia e le sue bellezze storiche, architettoniche, naturalistiche). Adesso, insieme, dovremmo curare la giusta promozione e la vivibilità del posto stesso. Il prezzo verrà da solo e non sarà una discriminante.
A tal proposito, ricordo che le risorse del web non sono monopolio dei grandi dell’accoglienza turistica (Booking-com o Tripadvisor, per intenderci), perché allora sottoporre la nostra promozione a questi potentati, fra l’altro lautamente pagati dagli operatori del settore senza un significativo ritorno in termini di investimento?
Tutti sappiamo che il web aiuta a veicolare la diffusione delle informazioni (luoghi, curiosità, meteo, tempo libero ecc) e a prenotare i servizi turistici e culturali.
Noi, attraverso il progetto Polifemo ©, abbiamo cominciato ad avviare il sistema.
Il progetto è grande ma i costi sono piccoli, ridotti fino all’osso grazie alla partecipazione massiva degli operatori: più siamo, più i costi (di gestione, manutenzione, aggiornamento, raccolta dati ecc) rimarranno contenuti.
Polifemo © si propone come la piattaforma per gli operatori turistici siciliani creata da Voi e con Voi. Potete rivolgerci qualsiasi domanda e implementare il sistema con qualsiasi vostra informazione o richiesta. Inseriremo nuove pagine web e nuove applicazioni.

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